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I distretti industriali sono sistemi produttivi locali, relativamente circoscritti dal punto di vista territoriale, caratterizzati da un'elevata concentrazione di aziende specializzate in un particolare tipo di produzione (calzature nel Brenta e ad Ascoli Piceno, calze da donna a Castelgoffredo, concia ad Arzignano, Santa Croce e Solofra, granito nella Gallura, biomedicale a Mirandola, occhiali nel Bellunese, ecc.)
Uno dei tratti distintivi dei distretti industriali italiani è il loro peculiare disegno organizzativo, caratterizzato da una identità forte, associata ad alcuni elementi tipici:
- la specializzazione in un settore manifatturiero
- la divisione del ciclo produttivo tra le imprese del territorio
- l'alto grado di imprenditorialità
- la compenetrazione tra la vita sociale e quella economica.
I distretti sono uno dei grandi motori dell'economia italiana; l'Istat ne ha individuati circa 200 che, complessivamente, occupano 2.200.000 lavoratori (circa il 40% dell'occupazione manifatturiera italiana).
La loro forza economica si apprezza soprattutto negli scambi internazionali: circa un terzo delle esportazioni italiane - in particolare la grande gamma dei prodotti conosciuti nel mondo come "made in Italy" (abbigliamento, calzature, moda, occhiali, gioielleria, articoli per la casa, meccanica di precisione, ecc.) - è generato da aziende che operano nei distretti industriali, ma ancora più eclatante è il loro saldo commerciale, che copre circa due volte e mezzo il nostro deficit di materie prime, energia e prodotti
agroalimentari.
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